Bisogna imparare a cambiare le carte in tavola con l’ego

Bisogna imparare a cambiare le carte in tavola con l’ego. L’unico modo per perdonare ciò che hai dentro è perdonare ciò che sembra essere fuori.

GARY: Aspetta un attimo. Se il contenuto della mia mente, compreso il mio odio e la mia colpa, sono simbolicamente intorno a me, allora come posso davvero guardare dentro quando tutta la rete di collegamenti del corpo e del cervello può solo percepire l’esterno?

ARTEN: Appunto! È così che l’ego ti ha incastrato. Tutto ciò che sperimenti testimonia la realtà dell’illusione, che poi tu giudichi e rendi reale per te stesso: mantenendo intatto l’intero sistema. La risposta alla domanda che hai appena fatto è la risposta alla vita. La via d’uscita è l’alternativa dello Spirito Santo: la legge del perdono.  Bisogna imparare a cambiare le carte in tavola con l’ego. L’unico modo per perdonare ciò che è dentro è perdonare ciò che sembra essere fuori.

Vogliamo essere sicuri che tu capisca che non potrai trovare una via d’uscita e provare la tua innocenza e la tua Divinità, finché non avrai imparato a perdonare tutto quello che vedi intorno a te. Fino ad allora una fuga vera e propria è impossibile. Tu pensi che le persone che vogliono fuggire dal mondo siano deboli; in realtà, hanno ragione. Solo che non sanno come farlo nel modo giusto.

In ogni caso cos’è tutto quello che vedi intorno a te se non una serie di figure e di immagini, un film del tuo odio e del tuo senso di colpa? Sì, apparentemente mescolate a queste puoi avere anche alcune buone esperienze progettate per mascherare le cose, ma è solo dualità. A questo livello la dualità che si percepisce nell’universo riflette semplicemente la dualità della mente divisa, simboleggiata da opposti e controparti.

È così che si hanno il bene e il male, la vita e la morte, il caldo e il freddo, il nord e il sud, l’est e l’ovest, il dentro e il fuori, l’alto e il basso, il buio e la luce, la sinistra e la destra, la malattia e la salute, i ricchi e i poveri, lo yin e lo yang, l’amore e l’odio, l’umido e il secco, il maschile e il femminile, il duro e il morbido, vicino e lontano e mille altre polarità e forze doppie: che non hanno niente a che fare con Dio, che è assolutamente integro e completo e che non avrebbe mai potuto creare qualcosa che non lo fosse.

Tutte le divisioni sono un semplice simbolo della divisione e della separazione, progettate per far sì che rincorrendo le cose apparentemente buone non si possa mai scoprire che bene e male sono ugualmente falsi. Così l’attenzione rimane costantemente fissa sulle illusioni dell’ego anziché sulla risposta dello Spirito Santo.

©3V Edizioni – La Scomparsa dell’Universo  – Gary Renard

 

  

Praticamente tutto quello che c’è nella tua mente è inconscio per te

Praticamente tutto quello che c’è nella tua mente è inconscio per te, proprio come quasi tutto l’iceberg è sotto la superficie dell’acqua. Finché crederai nella realtà dell’universo fisico, Gary, quello che potrai percepire sarà per te un costante, inconsapevole promemoria di aver commesso l’atto di separare te stesso da Dio. E come vedrai, questo è un punto fondamentale.

La voce dell’ego nella tua mente ti ha detto alcune cose sulla tua condizione, e anche su Dio, che semplicemente non sono vere. E tu in parte ci hai creduto, perché ti piaceva l’idea di essere un individuo con una volontà apparentemente separata: anche se questo non è davvero possibile

©3V Edizioni – La Scomparsa dell’Universo Gary Renard

 

  

La guarirgione dei malati

Abbiamo pensato che poteva essere interessante conoscere  come Arten e Pursah, i maestri ascesi che da più di vent’anni appaiono a Gary Renard, affrontano il tema della malattia. 

©3V Edizioni – La Scomparsa dell’Universo Gary Renard

L’accettazione della malattia come decisione della mente per uno scopo per il quale usa il corpo, è la base della guarigione. Ed è così per ogni forma di guarigione.1

GARY: Un Corso In Miracoli non usa l’espressione guarigione spirituale, perché dice che tutte le malattie e le guarigioni sono fatte dalla mente. Il termine quindi ha senso solo se riferito a ciò con cui la mente si identifica. Non avevo la sensazione che la guarigione spirituale fosse uno dei miei doni particolari e non avevo un particolare interesse alla guarigione delle malattie. Ma l’argomento mi affascinava e sapevo che ne avrei parlato con i miei insegnanti quando sarebbero tornati. Poi, in una giornata calda e ventilata nell’agosto del Maine, Arten e Pursah riapparvero nel salotto di casa mia. Risi di gioia nel vederli apparire.

…. 

PURSAH: In realtà non siamo venuti qui per parlare in merito al tempo o allo spazio. Sappiamo di cosa vuoi discutere con noi oggi. C’è un collegamento interessante tra il luogo in cui ci troviamo e il tema della guarigione.

La malattia non è personale. Puoi trovare questo difficile da credere, ma la malattia non è fatta da te a questo livello. Questo è solo un altro motivo per cui nessuno deve sentirsi in colpa se si ammala. Tu non scegli il cancro a questo livello, così come un bambino non sceglie di essere deforme a questo livello. La malattia viene fatta dalla tua mente a un livello più ampio e si manifesta qui in modo predeterminato. È possibile entrare in contatto con il potere di scegliere e avere così un’enorme influenza sulla necessità o meno di sentire il dolore e, a volte, di ridurre o eliminare i sintomi fisici.

Dico “a volte”, perché a meno che tu non sia un maestro, non avrai sempre successo e, anche se lo avessi, questo non ti renderebbe necessariamente un maestro.

Inoltre è il cambiamento della tua mente e il risultato che ottieni strada facendo la cosa più im­portante. Tanto per divertirci, tra poco par­leremo un po’ anche dell’effetto che il potere di scegliere può avere sugli altri, ma prima torniamo a casa tua.

….

ARTEN: Ora ho intenzione di dirti qual è la regola numero uno di tutti i tempi in merito alla guarigione spirituale:

 Non ha nulla a che vedere con il paziente.

La guarigione è sempre il risultato di un qualche tipo di perdono e ogni tipo di perdono porta all’auto-guarigione.

GARY: Così, anche quando si tratta di curare i malati, si tratta sempre solo di perdonare il mio sogno e perdonare me stesso per averlo sognato.

ARTEN: Sì. Come dice il Corso quando parla della guarigione nella psicoterapia:

 … Il processo che avviene in questa relazione è effettivamente quello in cui il terapeuta in cuor suo dice al paziente che tutti i suoi peccati gli sono stati perdonati, insieme ai suoi. Quale potrebbe essere la differenza tra guarigione e perdono? UCIM

….

GARY: Quindi io dovrei vedere la malattia di un’altra persona come una mia richiesta di aiuto?

ARTEN: Sì. Perdonando quella persona hai la possibilità di essere guarito nella tua mente.

GARY: Sembra un po’ egoistico usare le difficoltà di un’altra persona come mezzo per tornare a Casa.

ARTEN: Può sembrare egoistico, ma in realtà è altruistico.

GARY: Cosa vuoi dire?

ARTEN: In ultima analisi il perdono dice che tu quella persona, che sembra essere malata, in realtà esistete separatamente da Dio. Così entrambi siete liberi. Inoltre, questo è l’unico modo per essere liberi! È giusto desiderare la libertà e il solo modo per raggiungerla è considerare entrambi innocenti.

GARY: Si potrebbe dire che un grande guaritore spirituale, come Joel Goldsmith per esempio, aderendo all’idea che le persone pensano in qual­che modo di essere colpevoli o indegne, poteva aiutarle a guarire attraverso il perdono.

ARTEN: Sì. Forse non tutti i guaritori spirituali lo articolano allo stesso modo, ma la santità che viene dall’amore incondizionato e dal perdono è essenziale. In alcuni casi si innesca qualcosa nella mente inconscia del paziente: il riconoscimento di essere veramente innocente e di essere stato perdonato da Dio. Naturalmente nello stesso tempo anche la mente del guaritore viene guarita, perché in realtà c’è una sola mente. Non c’è nessun paziente. Non veramente. Il sogno non viene sognato da qualcun altro, ricordi?

GARY: Oh, sì.

ARTEN: Per inciso, “G” ha davvero guarito quell’uomo come descritto da Marco. Dopo che egli disse, “I tuoi peccati sono perdonati” disse anche, “Così che tu sappia che il Figlio dell’uomo ha l’autorità sulla terra di perdonare i peccati”. Egli non voleva dire che lui aveva quell’autorità, ma voleva dire che anche tu hai quell’autorità. Non ti sembra di essere un figlio dell’uomo a questo livello? Nonostante tu sia veramente Cristo.

Naturalmente non c’è davvero qualcosa come il peccato, e “G” non ha perdonato i peccati rendendoli reali. Lui riteneva che tutti nel sogno sono altrettanto innocenti, perché è solo un sogno.

Per leggere il capitolo completo “Guarire i Malati” de “La Scomparsa dell’Universo” QUI

  

 

Quando lasci andare il giudizio e lo sostituisci con il perdono, liberi te stesso

 Estratto da “L’Amore Non Dimentica Nessuno” di Gary Renard

IL PERDONO VISTO IN TRE FASI

GARY: Si può spiegare il perdono in molti modi diversi, tutti coerenti tra loro. Io lo vedo ancora come se fosse suddiviso in tre fasi, che più avanti diventano una sola, quando ci si abitua a praticarlo.

Nella prima fase si deve smettere di reagire al mondo, perché questo lo rende reale. Si deve smettere di pensare con l’ego. Se ci si sorprende a giudicare o a condannare qualcosa o qualcuno – o si inizia a sentirsi a disagio, in ansia o addirittura arrabbiati – si può essere certi che è l’ego. Lo Spirito Santo non lo farebbe mai. Per questo è importante monitorare tanto i propri sentimenti quanto i propri pensieri. In effetti è più probabile agire mossi dai propri sentimenti piuttosto che da altro. Anche se i sentimenti altro non sono che il risultato di ciò che pensiamo.

Quando si smette di pensare con l’ego, si può iniziare a pensare con lo Spirito Santo. Non si possono fare entrambe le cose contemporaneamente. Rappresentano due sistemi di pensiero completi che si escludono a vicenda. Il passare dall’ego allo Spirito Santo, è chiamato l’Istante Santo.

Cosa consiglia di fare lo Spirito Santo riguardo a questa situazione? Smettere di renderla reale. Sono i nostri giudizi e le nostre reazioni a renderla reale. Ma ora, avendo compreso che la ragione per cui consideriamo gli altri colpevoli è dovuta al fatto di voler vedere la colpa in loro piuttosto che in noi stessi, la possiamo annullare invertendo la proiezione. Così, prima ci si rende conto che la colpa non è in loro, ma in noi, poi si riconosce che non è nemmeno in noi, perché l’intero concetto di colpa è stato fatto dall’ego per renderlo reale!

Nella seconda fase ci si rende conto che è stato l’ego a inventare tutto e che quello che vediamo non è vero. L’universo spazio-temporale non esiste. Esiste solo la proiezione dell’universo spazio-temporale. Per questo non possiamo essere vittime dell’universo. Non c’è potere nell’essere vittime, ma c’è molto potere nell’essere causa.

Nella terza fase si deve cambiare idea in merito a tutto. Come dice il Corso nell’ultima sezione dell’ultimo capitolo del Testo: “Scegli di nuovo”. Ossia scegli di non identificarti più con il corpo, ma con lo spirito. In questo modo smetti di rendere il corpo reale e guardi oltre il velo alla verità e all’innocenza che è ovunque, perché Dio è ovunque. Nessuno è colpevole, nemmeno noi. Tutto è lasciato in pace allo Spirito Santo. Praticando il perdono scopriamo che questo processo può essere fatto sempre più rapidamente, perché diventa una verità acquisita.

Inoltre, una volta fatta propria l’idea che il mondo viene da noi invece che a noi, ci è quasi impossibile reagire come prima. Ora il perdono è giustificato.

PURSAH: Molto bene, fratello. Hai ricevuto un buon insegnamento. E naturalmente, man mano che progredisci, sperimenterai sempre di più che sei tu quello che viene veramente perdonato. Quando lasci andare il giudizio e lo sostituisci con il perdono, liberi te stesso.

GARY: Sì. È come quel detto buddista che dice: giudicare qualcuno è come bere del veleno e aspettarsi che muoia qualcun’altro. Tutto il giudizio è davvero auto-giudizio, e tutto il perdono è davvero auto-perdono.

È l’individualità ad essere un’illusione

 Estratto da “L’Amore Non Dimentica Nessuno” di Gary Renard

PURSAH: Quando le persone entrano in questo tipo di lavoro, spesso si concentrano sul fatto che la vita è un’illusione, ma non è su questo che ci si deve concentrare. Perché se è vero, ed è vero, che come vedi gli altri così vedi te stesso, questo vuol dire che se attraversi la vita guardando le persone e il mondo come un’illusione, alla fine penserai a te stesso, nella tua mente inconscia, come a un’illusione. Ti sentirai vuoto e privo di significato, e questo ti deprimerà. Ricorda, la tua mente inconscia traduce ciò che pensi degli altri in un messaggio di ciò che pensi di te stesso. Questo perché, anche se non ne sei consapevole, la tua mente inconscia sa tutto, incluso il fatto che c’è solo uno di voi che pensa di essere qui. Ecco perché tutto quello che pensi degli altri è davvero un messaggio da te a te, su di te. Questo è quello che la tua mente inconscia pensa. Quindi, se pensi che le persone siano delle illusioni, non potrai che pensare anche a te come a un’illusione.

Molti fanno questo errore. Anche l’induismo e il buddismo hanno sempre insegnato che il mondo che vedi è un’illusione – o è impermanente, come dicono i buddisti – e quindi, sono molte le persone in altri luoghi, inclusa l’India, che pensano alle cose in questo modo. In India, inoltre, ad aggravare il problema, c’è anche il sistema delle caste, sistema che considera un terzo della popolazione inferiore agli animali. Questa non ha diritti e non li avrà mai. Immagina che cosa può fare alla psiche di una nazione vedere un terzo del suo popolo come meno che umano!

Per fortuna in India ci sono anche molte persone che praticano un’idea che noi abbiamo preso in prestito da loro. Questa idea la vedi e la senti in molte chiese dell’Unità di questo paese. È l’idea del Namasté, che significa: “Il divino che è in me onora il divino che è in te.” Questo è certamente un passo nella direzione giusta, tuttavia esso non porta abbastanza lontano.

Quando dici: “Il divino che è in me onora il divino che è in te”, stai limitando quella persona a un piccolo frammento di tempo e di spazio. Stai rendendo reale l’individualità. Stai anche separando te stesso, come soggetto e oggetto. Ciò che “G” ha fatto è stato trascurare il corpo. Non è che gli occhi del suo corpo non vedessero l’illusione degli altri corpi. Ma lui aveva capito che non era con gli occhi del corpo che vedeva, perché in realtà, lui non era in un corpo. Sapeva che era la sua mente a vedere. Nel Corso lo esprime così: tu stai “… rivedendo mentalmente quello che è passato”. Per descrivere questo non c’è esempio migliore del raffronto con un film. Un film che è già stato girato, ed è già stato montato e completato. E ora tu lo stai guardando. E parte di ciò che stai guardando è il tuo stesso corpo! Il tuo corpo che è solo una parte della stessa proiezione dalla quale provengono anche tutti gli altri corpi che tu vedi.

Ora, invece di limitare la persona con la quale stai interagendo a quel piccolo frammento di tempo e spazio, potresti decidere di trascurare il corpo e fare ciò che ha fatto “G”: pensarla illimitata. Invece di pensare alla persona come se fosse una parte, puoi pensare a lei come al Tutto. Questo ti allontanerà dal punto focale di essere un’illusione e ti porterà a un risultato altamente positivo. Funzionerà. Ti farà risparmiare vite inutili. Se vedi ognuno come il Tutto, niente di meno che Dio, alla fine arriverai a sperimentare anche te stesso così. È questo che ha fatto “G”. Ha visto il volto di Cristo ovunque. Nel Corso “G” non è speciale. Dice che sei uguale a lui e che lo sperimenterai. E il modo migliore per sperimentarlo è vedere la realtà dello spirito in tutti quelli che incontri.

Questa volta la VERITÀ non verrà sepolta: i media usati bene possono aiutare la “VERA SPIRITUALITÀ”

Dato che l’inconscio di ognuno di noi è potentemente influenzato, oltre che dalla storia personale, dall’inconscio collettivo e dalle memorie che ingombrano la nostra mente, cosa possiamo fare per superare quelle credenze inconsce che oltre a farci soffrire, creano una pesante barriera alla comprensione, all’accettazione e di conseguenza alla messa in pratica degli insegnamenti che i grandi maestri ci danno? Dove possiamo trovare l’aiuto del quale abbiamo bisogno?

Sappiamo che per poter accedere ai nuovi insegnamenti che ci sono pervenuti, è fondamentale rivedere le vecchie credenze e prendere le distanze dai paradigmi che le contengono. Sappiamo inoltre che è altrettanto fondamentale, sempre al livello del sogno che stiamo vivendo, avere una visione più coerente delle figure storiche dei grandi maestri se vogliamo accoglierli nella nostra mente come fratelli.

Per questo troviamo molto interessanti gli insegnamenti, i racconti e le esperienze raccontate da Arten e Pursah e riportate da Gary Renard nei suoi libri.

Inoltre l’ultimo libro di Gary Renard, “Le Vite In Cui Gesù e Buddha Si Sono Incontrati“, ha dato finalmente alla nostra mente la possibilità di calmarsi e di far crescere la fiducia sul fatto che veramente ognuno di noi può avere una guida interiore alla quale fare riferimento.

Ci piacerebbe molto poter condividere l’emozione che abbiamo provato nel sentire raccontare le esperienze e gli insegnamenti che hanno permesso a questi fratelli di raggiungere l’illuminazione. È stato di enorme interesse conoscere quali, nel tempo, fossero state le diverse scuole filosofiche e spirituali che avevano contribuito ad aiutare sia Gesù sia Buddha a passare dalla dualità (struttura di pensiero oggi dominante a livello mondiale), alla pura non-dualità, paradigma sul quale è basato l’insegnamento che ci riporta alla nostra dimensione spirituale.

Finalmente, grazie a loro, tutti possiamo avere una traccia che ci aiuti a mettere in ordine i tasselli del puzzle delle confuse nozioni filosofiche, religiose ed esoteriche.

Magari ci sono altre persone che, come noi, si fanno delle domande e vogliono approfondire questi temi per poter avere delle risposte e riscattare le immagini distorte di fratelli illuminati come Gesù, Maria Maddalena e Buddha.

È con loro che ci piacerebbe condividere queste nuove informazioni.

È la nostra disponibilità alla conoscenza che permette alla mente di andare oltre l’individualità e di farsi guidare in una relazione consapevole oltre lo spazio tempo.

Le Vite In Cui Gesù e Buddha Si Sono Incontrati – LIBRO
LEGGI UN ESTRATTO           Disponibile in 3V Edizioni
Chi è Gary Renard

Avere ragione o essere felici

Tratto da “L’Amore non dimentica nessuno” di Gary Renard – © 3V Edizioni

ARTEN: ti sarà spesso capitato di incontrare qualcuno “che sa tutto” e che vuole avere sempre ragione e non lascia alcuna possibilità di confronto con gli altri. Hai anche incontrato persone che il mondo definirebbe handicappati mentali. Non è interessante vedere come molti di questi uomini e di queste donne sembrino vivere la loro vita guardando gli altri con amore? Ora, come ti ho detto in passato, se è vero che come vedi l’altro così vedi te stesso, questo dovrebbe significare che la persona mentalmente handicappata, che vive la sua vita guardando gli altri con amore, in questa vita progredisce spiritualmente più dell’intellettuale che preferisce avere ragione piuttosto che essere felice

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I Libri di Gary Renard
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Illuminazione ed esperienze di “pre-morte”

Tratto da “La Scomparsa dell’Universo” di Gary Renard – © 3V Edizioni

PURSAH: Una cosa che ora voglio sottolineare è che l’illuminazione non ha niente a che fare con le esperienze apparenti di “pre-morte”.

Abbiamo già detto che il Corso insegna che la coscienza è stata la prima divisione introdotta nella mente dopo la separazione. La coscienza è sinonimo di mente divisa. Quando il corpo finisce di funzionare la tua coscienza continua. Questo è un altro motivo per cui non si dovrebbe temere la morte. Le persone sentono dire, o provano in prima persona, quanto possa essere bella l’esperienza di “pre-morte”, ma non capiscono che è bella solo temporaneamente e solo in confronto alla vita nel corpo. L’essere liberi da tutto il dolore e le restrizioni del corpo e diventare temporaneamente consapevoli della mente divisa più grande, può essere sbalorditivo. Ma le persone non possono parlare dell’intera esperienza, perché se potessero, vorrebbe dire che hanno avuto l’intera esperienza, e sarebbero morti! Naturalmente è il loro corpo che sembra essere morto, e che non è in grado di passare alla prossima vita illusoria.

Ma alla fine, succede che lo stupore per ciò che accade svanisce, perché il senso di colpa inconscio, che è ancora all’interno della mente, recupera il terreno perduro. Così ci si reincarna come modalità per fuggire dal senso di colpa e dalla paura di Dio. Questo alla fine accade sempre, a meno che, la propria mente non sia stata completamente guarita dallo Spirito Santo. Alcuni buddisti cercano di evitare la reincarnazione praticando il “sogno lucido” mentre sono a letto durante la notte, uno stato in cui si è consapevoli che si sta sognando finalizzato ad addestrare la propria mente a fare in modo che quando arriverà la morte del proprio corpo si possa semplicemente decidere di non reincarnarsi.

Questo è molto intelligente, ma non funziona, a meno che non ci sia un’assenza totale del senso di colpa inconscio. Ma se il senso di colpa inconscio fosse stato completamente guarito, avrebbero raggiunto l’illu­minazione mentre sembravano essere ancora nel corpo, non dopo. In ogni caso, quello che vogliamo sottolineare è che non si dovrebbe confondere la gioia totalmente transitoria delle esperienze di “pre-morte” con l’illu­minazione. L’illuminazione avviene durante una delle tue vite illusorie. Il corpo viene messo da parte, una volta per tutte, solo dopo che la tua mente si risveglia dal sogno.

Cito qui una massima Vangelo di Tommaso che si riferisce a questo (nella versione di Nag Hammadi è la numero 59):

Guardate il Vivente finché siete vivi. Diversamente, quando morirete e cercherete di vedere il Vivente, non sarete in grado di vedere.

In questa massima “Il Vivente” è lo Spirito Santo che parla per Cristo e per Dio a questo livello.

Si guarda a Lui per raggiungere la salvezza mentre si è ancora apparentemente nel corpo. Se non lo fai, non troverai l’illuminazione quando in seguito passerai dall’altra parte.

Il Cielo non è un premio che ti viene conferito da una forza esterna per buona condotta o per riflessioni metafisiche intelligenti. I simboli che ti danno le opportunità per l’illuminazione sono tutti intorno a te: se accetti lo Spirito Santo come tuo Maestro nel perdono.

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L’illuminazione ed il risveglio dal sogno

Tratto da “Le Vite In Cui Gesù e Buddha Si Sono Incontrati” di Gary Renard – © 3V Edizioni
Ecco quello che Arten e Pursah, i maestri illuminati che da più di 25 anni appaiono a Gary Renard, ci dicono in alcuni passaggi dei loro libri in merito all'illuminazione.

ARTEN: (parlando di Gesù).…  noi non intendiamo che Gesù era più sveglio nel sogno, intendiamo che si era risvegliato dal sogno. Questa non è una piccola differenza, Gary. L’essere apparentemente più svegli nel sogno è quello che moltissime persone definiscono illuminazione, ma non è questo che stiamo insegnando. A un cane si può insegnare al massimo a essere più attento ed efficiente e a vivere la sua cosiddetta vita al massimo, come si può insegnare quasi a tutti ad alzare il proprio livello di coscienza. Si può sempre insegnare ad avvicinare il sogno con un modello di pensiero intelligente, nel tentativo di realizzare qualcosa di più, diverso o migliore. Ma nostro fratello Gesù era completamente fuori dal sogno. Non sosteneva un metodo che rendesse il delirio più gestibile, o che spiegasse come lottare per esprimere il sé in modo da non morire con un potenziale insoddisfatto. Tali esercizi possono far stare meglio temporaneamente, ma si continua comunque a costruire la propria casa sulla sabbia.

Gesù non si opponeva al fatto di migliorare la vita, ma il suo interesse era più rivolto alla Fonte della guida piuttosto che a quanto emergeva dalla guida stessa, perché conosceva gli enormi benefici a lungo termine che avrebbe avuto la mente nell’essere un vero seguace dello Spirito Santo. Il vero obiettivo non è rendere migliore la propria vita; ma il risveglio da ciò che si pensa sia la propria vita! Solo allora si può costruire la Casa sulla roccia. Il messaggio di Gesù non aveva nulla a che fare con l’osservare il mondo. Quando il corpo starà per morire, che cosa si potrà fare con quello che si crede sia il mondo? Il mondo può solo essere abbellito, ma non può essere portato da nessuna parte.

Quando si è realmente svegli, quello che prima sembrava essere reale, viene riconosciuto per quello che era: un sogno folle. Poi, lo si dimentica, o per lo meno lo si considera privo di senso. Come i sogni che hai fatto la scorsa notte e che non ricordi più. La tua vita attuale e quella di tutti gli altri scompare, e quando tutti raggiungono lo stesso stato di illuminazione anche l’universo scompare, per lasciare il posto all’Universo di Dio: cioè il Cielo.

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Gesù ha “veramente” sperimentato nel mondo quanto ci insegna in Un Corso In Miracoli

In “Le vite in cui Gesù e Buddha si sono incontrati “ – 3V Edizioni –   sono raccontate da Arten e Pursah, due maestri ascesi che appaiono a Gary Renard da più di 25 anni, 6 delle 40 vite che Gesù e Buddha hanno trascorso insieme. Durante queste vite entrambi hanno completato il percorso che li ha portati all’illuminazione rendendo possibile, vita dopo vita, apprendimento dopo apprendimento, esperienza dopo esperienza,  il superamento del dualismo, del semi-dualismo, del non-dualismo per giungere infine al puro non dualismo.  Così possiamo anche noi ripercorrere con loro i vari passaggi che sono stati necessari alla mente per poter accettare tutti gli insegnamenti che poi Gesù ha raccolto e ci ha donato in Un Corso In Miracoli.
Ecco uno schema delle 6 vite esaminate in questo libro:

Vita # 1

Nomi:   Gesù: Saka (maschio), Buddha: Hiroji (maschio)

Periodo di tempo:          700 a.C.

Luogo:  Giappone

Religione:           Shintoismo

Relazione:          Amicizia

 

Vita # 2

Nomi:   Gesù: Shao Li (femmina), Buddha: Wosan (maschio)

Periodo di tempo:          600 a.C.

Luogo:  Cina

Religione:           Taoismo

Relazione:          Marito e Moglie

 

Vita # 3

Nomi:   Gesù: Harish (maschio), Buddha: Padmaj (maschio)

Periodo di tempo:          500 a.C.

Luogo:  India

Religione:           Induismo

Relazione:          Cugini

 

Vita # 4

Nomi:   Gesù: Takis (maschio), Buddha: Ikaros (maschio)

Periodo di tempo:          500-450 a.C.

Luogo:  Grecia

Religione:           Accademia di Platone

Relazione:          Compagni – studenti di Platone

 

Vita # 5

Nomi:   Gesù: Rahula (maschio), Buddha : Siddhartha  (maschio)

Periodo di tempo:          450-380 a.C.

Luogo:  India

Religione:           Non-dualismo

Relazione:          Figlio – Genitore

 

Vita # 6

Nomi:   Gesù: Y’shua/Jesus (maschio)

Buddha : Nadav/Filippo (maschio)

Periodo di tempo:          0-55 d.C.

Luogo:  Gerusalemme

Religione:           Puro Non-dualismo

Relazione:          Massimo Seguace – Un suo pari